Nel Parco Nazionale della Sila, a 1590 metri, in un rifugio di montagna, a pochi passi dagli uffici del Corpo Forestale dello Stato, Anna De GIrolamo, ha scovato questa piccola locanda che ha a disposizione anche tre camere per il pernottamento.Siu possono gustare prelibatezze calabresi,valorizzate soprattutto dall'utilizzodi prodotti locali chela chef patronesse Raffaella Piccinino prepara con cura e passione; imperdibili tra le sue specialità sono le paste tirate a mano e lo stico di maiale alla birra con le arance. Ma scrutando tutto il menù vi accorgerete ben presto  che ogni piatto rappresenta una tentazione; tra gli antipasti: salumi e formaggi della valle del Crocchio con confetture e mostarde, sformatino di patate silane, fritto misto (baccalà,crocchette,fungghi ecc.) seguono i primi: tagliatelle fatte in casecon i funghi della Sila, tortelli ripieni di castagne con salsa di noci,cappelletti al ragù; e poi i secondi con arrosto ripieno di prugne, il brasato al Cirò, il già citato stinco di maiale alla birra e arance, i contorni con cardi al latte, le melanzane ripiene, i pomodori di Zagarise gratinate, il tortino di patate e carciofi, l' insalata di arance. Come potete notare il menù non è molto ampio, a garanzia della freschezza degli ingredienti e della loro stagionalità. Infine fatevi tentare dal bonet, dalla crostata ricotta e arance o dallo srudel di mele con confettura di cotogne; il tutto accompagnato da una decine di etichette di vino. (Carlo Cambi, Il Mangiarozzo 2012, Newton Compton Editori)